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Reinventarsi un lavoro ed essere felici: non è mai troppo tardi

L’importanza del reinventarsi e rinascere, sul lavoro e nella vita

Sono Valentina, una tra le founder di A CoZy Place. Oggi ho deciso di scrivere questo articolo in prima persona, come se stessi parlando di me ad un’amica che conosco da tanto tempo, digitando sulla tastiera le mie emozioni e sensazioni. Ho deciso di raccontarti perché reinventarsi un lavoro può essere una salvezza e lo farò proprio facendoti guardare il mio mondo con i miei occhi e lasciandoti entrare nel mio cuore.

C’era una volta la vita

Mi piace sempre dire che nella vita succedono cose. Possono essere belle, come una maternità, o magari più brutte, come lutti o malattie che ci risvegliano da quella sorta di torpore che viviamo nel quotidiano e che chiamiamo, banalmente, accontentarsi.

Cose che ci danno uno scossone, che ci scombussolano la vita definitivamente, che ci fanno capire che non siamo così felici come pensavamo e che forse la nostra era solo pigrizia o paura nel tirare fuori quei sogni dal cassetto per tramutarli in realtà.

A volte siamo noi che decidiamo di abbandonare un lavoro perché non lo troviamo più soddisfacente rispetto al vissuto di quel determinato periodo, ma altrettanto di frequente capita di svegliarsi una mattina e non trovare più la propria scrivania per svariati motivi come, per esempio, il ridimensionamento dell’organico, o una poco digerita maternità che, secondo alcuni imprenditori ignoranti, non ti permetterà più di lavorare come prima.

Ecco perché dico che nella vita succedono cose che ci spingono a fare cose ancora più grandi, come rimettere insieme i cocci e comprendere quanto si vale. Si chiama resilienza: una parola bellissima, musicale e perfino un po’ magica, che significa proprio la capacità di un qualsiasi individuo di affrontare e superare eventi traumatici o periodi di difficoltà.

Grazie al mio essere resiliente nell’affrontare un lutto che mi ha letteralmente sconquassato l’esistenza, a 29 anni ho deciso di mollare un lavoro a tempo indeterminato, pagato bene, per aprirmi una Partita IVA e rimettermi in gioco come libera professionista. Non l’ho fatto per poter lavorare da spiagge caraibiche o da meravigliosi paesaggi montani (questo un po’ lo stereotipo del freelance nell’era del digitale), ma l’ho fatto per me stessa: perché sentivo di dover essere felice. E se tu sei qui a leggere questa storia è perché, sotto sotto, nascondi questo grande desiderio per te stessa.

Come reinventarsi un lavoro: ecco cosa ho fatto io

Ho sempre lavorato come addetta commerciale da quando, nell’oramai lontano 2005, mi sono diplomata in ragioneria. In realtà ho fatto anche qualche mese di università, ho dato un paio di esami in giurisprudenza, per poi iniziare a soffrire di attacchi di panico paralizzanti. Non riuscivo a prendere il treno, a stare in mezzo alla gente e stavo male a fare qualsiasi cosa… Ma vabè, questa è tutt’altra storia.

Lavorando da commerciale mi sono accorta di quanto amassi il marketing, scoprire il dietro le quinte della vendita (allora per lo più offline), quindi ho cominciato ad informarmi, studiando e seguendo corsi. Poi sono arrivati i social, il web è diventato parte integrante della vita di tutti noi e si è cominciato a parlare sempre di più di marketing online. Dovevo saperne di più, dovevo capire come funzionava, cosa c’era dietro e possibilmente comprendere se c’era un modo di coniugare tutto questo alla mia passione per la scrittura. Ebbene: leggendo e partecipando a corsi ho capito che c’era questa possibilità.

Intanto la vita mi ha riservato quella cosa. Un lutto. Un amico molto giovane scomparso da un giorno con l’altro. Ho continuato a studiare e ad esercitarmi, ho cominciato a lavorare sul mio personal branding e ho trovato i miei primi clienti. Il 31 dicembre dell’anno successivo mi sono licenziata e ho aperto la Partita IVA.

Perché ti ho raccontato tutto questo?

Se ti stai chiedendo perché ti ho raccontato questa storia, il motivo è semplice: frequentando molti gruppi online composti da donne ed avendo creato, insieme a Stefania, un luogo fisico dove chi vuole reinventarsi un lavoro o una vita può avere il suo spazio, mi sono accorta che questa esigenza è molto sentita da diverse donne (e non solo).

Questo non significa necessariamente diventare liberi professionisti, perché non tutti hanno la stoffa, il fegato e lo spirito imprenditoriale per farlo, ma è un chiaro esempio che reinventarsi si può. Forse, se avessi avuto un carattere diverso e delle esperienze lavorative meno logoranti, ad oggi lavorerei comunque nel settore comunicazione, ma come dipendente.

La mia scelta è derivata dalla volontà di essere felice e dal desiderio di costruire un qualcosa di unico. Non una semplice passione, come spesso si legge sul web, ma una forte motivazione e, soprattutto, un’idea di business da coltivare e far crescere.

Se mi stai leggendo, quindi, ti dico che reinventarsi un lavoro è possibile a 30, 40 e perfino a 50 anni. Però la passione non sempre basta, soprattutto se si desidera fare il grande salto da mondo dipendente a quello freelance.

Se ci stai ragionando da un po’ e stai vivendo in un limbo strano tra il desiderio e la pigrizia… Beh, sei ufficialmente invitata al nostro freelance day! Il 21 marzo 2020 terremo un evento gratuito, dedicato a liberi professionisti ed aspiranti tali, in cui parleremo di tutto quello che riguarda il mondo freelance.

Il programma è ancora in fase di definizione, ma se ti interessa saperne di più mandaci una mail a info@acozyplace.it. L’ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria perché i posti sono limitati. Ti aspettiamo!

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