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La storia di Dalia, Opificio Imaginarium ed un sogno

La storia di Dalia, Opificio Imaginarium ed un sogno

Continua il nostro viaggio alla scoperta di professioniste che si sono re-inventate. Oggi è il turno di Dalia, conosciuta come la metà di Opificio Imaginarium

Quando abbiamo aperto A CoZy Place, il nostro posticino come ci piace chiamarlo, ci immaginavamo un luogo accogliente che non fosse solo un semplice co-working in Brianza. Chi ci segue da un po’ e ci è venuto a trovare, lo sa. Qui da noi la professionalità e le competenze sono al centro di tutto, come lo sono le potenziali sinergie che si possono creare tra chi frequenta lo spazio.

Ma non è solo questo. Cercavamo un modo per portare il cosiddetto “lavoro da casa” comodo e alienante, in un luogo fisico dove però dovevano essere imprescindibili alcuni momenti più “casalinghi”. Uno di questi è la pausa tè.

Oggi vogliamo trascorrere questo attimo di stop con te, sedute ad un tavolo virtuale per raccontarti la storia di una professionista brava (e dolcissima) con la quale abbiamo avuto modo di collaborare: Dalia, una tra le due metà di Opificio Imaginarium. Il centro, ancora una volta, sarà il re-inventarsi. Diciamoci la verità, senza questa possibilità sarebbe tutto più noioso… Non trovi?

Presentati: chi sei, cosa fai e perché lo fai?

Sono Dalia, ho 40 anni e sono un’artigiana. Piego carta e monto video, sembrano due cose lontane ma ci sono più similitudini di quanto si possa immaginare. Ho scelto di portare avanti il mio progetto con amore e gentilezza. .

Cosa facevi prima di fare ciò che fai oggi?

Ero, anzi sono, una montatrice video con una laurea in lettere moderne. 

Perché e quando hai sentito il bisogno di cambiare per re-inventarti?

Nel 2010 è cambiato tutto, ho avuto il mio primo figlio ed è cambiata la mia prospettiva, avevo voglia di cantare e farmi sentire.

Inizialmente piegavo per il gusto di piegare, poi ho pensato di far sfiorare le mie grandi passioni, la carta e il video, quindi ho deciso di trovare qualcuno che fosse in grado di aiutarmi a piegare in modo funzionale al video e in particolare modo, allo stop motion, una tecnica usata per realizzare  video d’animazione.

Ho trovato Luisa Canovi e durante i suoi corsi annuali ho incontrato Annalisa, siamo diventate amiche, compagne di origami, compagne di viaggio ed è proprio in quei viaggi in treno che è nato Opificio Imaginarium.

Non è stato immediato, tutto è cominciato nel 2010 ma è nel 2014 la svolta, mi sono licenziata dalla casa di produzione dove lavoravo per mettermi in gioco con una realtà nuova, tutta mia.

Potendo tornare indietro, cosa rifaresti e cosa no? Sei soddisfatta delle tue scelte?

Rifarei tutto, tranne aprire un negozio, ci ha fagocitate, è stato un errore ma ci è servito a riprendere le misure del nostro progetto e capire ancora di più la nostra natura artigiana.

Sono soddisfatta delle mie scelte anche se non sempre le cose sono andate come avrei voluto o come pensavo dovessero andare. Gli errori si pagano ma non bisogna demordere.

Vantaggi e svantaggi dell’essere freelance, secondo te?

Sicuramente il vantaggio è poter disporre del proprio tempo in modo libero ma questo, appunto perché libero, deve esser ben organizzato.

Nessuno ti viene a cercare, sei tu che ti devi mettere in gioco! 

Ci sono dei periodi morti che fanno paura, almeno a me fanno molta paura, quei tempi bisogna imparare a sfruttarli.

Hai mai lavorato in un co-working? Se sì, cosa ti ha portato?

No, non ho mai lavorato in un co-working ma penso sia luogo di incontro e sperimentazione, sono per il fare rete, anche tra attività che in parte si sovrappongono, ognuno ha la sua forza e insieme si moltiplica.

Un consiglio per chi vuole cambiare professione, posizione lavorativa o semplicemente chi vuole inseguire il suo “sogno”?

Non credo di poter dare dei consigli veri e propri, scrivo in base alla mia esperienza.

Penso che lo studio sia il primo passo, essere appassionati non è sufficiente, avere un’attitudine nemmeno, bisogna cercare di fare la differenza o almeno provarci. 

In un tempo come il nostro, dove tutto è di facile reperimento, dove sembra che tutti guardando un tutorial possano fare tutto, beh, io sono in controtendenza, sono per uno studio organizzato e preciso. Acquisire delle competenze reali per gettare le fondamenta di un progetto.

Evidentemente ci sono le persone di talento, quelle che hanno dentro le loro mani e nella testa ciò che magari io ho dovuto studiare, ma penso siano rare, quelle che possiamo definire le eccezioni che confermano le regole e meno male che ci sono, ti spronano a diventare migliore. 

Non bisogna avere fretta, è cattiva consigliera, non tralasciare nessun aspetto del progetto, cercare  per esempio i bandi in linea con l’attività che vogliamo aprire, fare un passo alla volta, accettare le critiche e avere coraggio, il coraggio perché non c’è niente di più bello che credere in un progetto e cercare di realizzarlo, anche facendo errori. 

Scegliete bene le persone che vi affiancheranno, il commercialista, i fornitori, le collaborazioni con altri artigiani, non abbiate paura di dire di no.


Vuoi conoscere meglio il Dalia di Opificio Imaginarium?

Continua a seguirci, presto nuovi workshop origamosi in sua compagnia!

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